mercoledì 25 settembre 2013

I costi delle politiche segregazioniste nei confronti dei rom

E’ stato presentato oggi a Roma “Segregare costa. La spesa per i ‘campi nomadi’ a Napoli, Roma e Milano”.
Nel rapporto, risultato del lavoro di ricerca realizzato dalla cooperativa Berenice, dall’associazione Compare, dall’associazione Lunaria e dall’associazione OsservAzione, vengono analizzati i fondi pubblici investiti in queste tre metropoli italiane tra il 2005 e il 2011 per l’allestimento e la gestione del sistema dei “campi nomadi”, gli spazi che le istituzioni hanno privilegiato per “ospitare” rom, sinti e camminanti nelle nostre città.
La cifra complessiva è di almeno cento milioni di euro: soldi investiti dalle istituzioni per portare avanti la “politica dei campi”, una politica segregazionista e ghettizzante non solo dal punto di vista spaziale e abitativo, ma anche sociale e culturale. Un sistema che, inoltre, non ha raggiunto risultati significativi in termini di una reale autonomizzazione delle persone.
Alla luce dei dati analizzati e dei risultati emersi, è urgente e necessario che le istituzioni cambino del tutto il proprio approccio, abbandonando soluzioni “temporanee” e “ghettizzanti” per progetti di inclusione abitativa, sociale e lavorativa.
I “piani nomadi” devono e possono essere sostituiti da “Piani di chiusura dei campi nomadi”, prefigurando soluzioni abitative alternative, concordando con i residenti tempi e modalità del cambiamento.

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(da http://www.lunaria.org/)

Perchè tornare sulla Prima Internazionale?

La recensione del libro La Prima Internazionale di Mathieu Léonard (in libreria dal 9 ottobre) uscita sulla rivista francese Contretemps poco dopo la sua pubblicazione in Francia. "Un'opera forse decisiva per aprire dei dibattiti cruciali per il movimento operaio".



Perché tornare sulla Prima Internazionale? Perché è sconosciuta e spesso ridotta a una caricatura? E' solo perché allora si verificò una divergenza che divide il movimento operaio tra sostenitori di una “sindacalizzazione generalizzata” della società e socialisti cosiddetti statalisti, che hanno insistito, al contrario, sulla necessità di conquistare lo Stato? Come comprendere la dissoluzione finale? E' la storia di un fallimento o di una fondazione? La sua storia è ricca di ulteriori insegnamenti?

lunedì 23 settembre 2013

Rimescoliamo politico e sociale

Da CommuniaFest del 20-22 settembre. Noi ci proponiamo di fare politica costruendo reti tra i conflitti, animando questi ultimi e accumulando risorse militanti ed energie mentali nel corso di questo processo




da CommuniaNet.org 
Ancora un autunno di crisi sta per arrivare. Crisi economica, durissima, crisi politica, sociale. Crisi di idee. La grande recessione ha conferito al nostro tempo un'impronta crepuscolare e questo si riverbera nelle nostre aspettative e nel nostro modo di agire. Il capitalismo globale non ha ricette per portare il mondo fuori dalle secche in cui l'ha precipitato. Servono alternative secche, salti di qualità improvvisi come solo le rivoluzioni sono in grado di fare.

lunedì 16 settembre 2013

"Sulla pelle dei rom", libro di Carlo Stasolla.

Dati gli ultimi avvenimenti di ordinario razzismo nei confronti di alcune famiglie rom avvenuti nel territorio nord-barese, riproponiamo questo libro edito da Edizioni Alegre...

«Il nostro Piano Nomadi sarà una rivoluzione copernicana», disse nel 2008 il neo sindaco Gianni Alemanno; «Un modello da esportare in tutta Europa» aggiunse il ministro dell'Interno Maroni.

martedì 10 settembre 2013

lunedì 9 settembre 2013

Cile, i ricordi di uno smemorato

Il colpo di stato militare dell'11 settembre 1973, 40 anni fa, non fu la sanzione di una "fuga in avanti" della sinistra cilena, ma una contro-rivoluzione preventiva, preparata. Pubblichiamo un articolo di Daniel Bensaid scritto per il trentesimo anniversario. 

[articolo di settembre 2003]
di Daniel Bensaid
In una breve intervista pubblicata sul quotidiano Le Monde (12 settembre 2003), Marco Aurelio Garcia, vecchio militante del Mir cileno (Movimiento de Izquierda Revolucionaria, la principale organizzazione di estrema sinistra) e oggi [settembre 2003] consigliere diplomatico personale del presidente Lula, parla delle lezioni del golpe cileno.
1. La "principale lezione da tenere a mente" sarebbe " che un progetto di trasformazione politica ha bisogno di un "forte sistema di alleanze". Marco Aurelio pertanto si chiede perché la grande alleanza tra Unitad Popular (coalizione tra i partiti socialista, comunista, radicale e movimento per l'azione popolare) e la Democrazia Cristiana cilena, abbozzata nel 1970 in occasione dell'assassinio del generale Schneider, capo dell'esercito, non sia stata confermata e consolidata successivamente. Come se la questione delle alleanze fosse separata da quella delle politiche seguite e come se potesse essere messa tra parentesi la logica conflittuale della lotta di classe.

venerdì 6 settembre 2013

I docenti precari ed il concorso-truffa.

Riportiamo qui un'intervista rilasciata dal nostro amico Roberto Derobertis a Roberto Ciccarelli, pubblicata su Il Manifesto del 3 settembre. 


Roberto De Robertis, 36 anni, è un docente di ruolo senza cattedra né stipendio. È uno dei 2.032 vincitori del «concorsone» beffati da un errore di programmazione del Ministero. Dopo undici mesi di prove e colloqui massacranti si è classificato 13° su 33 posti disponibili in «lingua e civiltà inglese». Metà – quindici - avrebbero dovuto essere assegnati quest’anno, ma le persone che hanno preso una cattedra sono state solo nove. Roberto non sa in quale scuola ha vinto la cattedra, né la città pugliese dove insegnerà.