lunedì 18 novembre 2013

No Tav… controstoria di una foto

Dopo il bacio della ragazza NoTav al poliziotto durante la manifestazione in Val di Susa di sabato 16N, pubblichiamo l'intervento delle compagne e dei compagni del collettivo di Nina insieme alla rete Communia/Ri-make Milano

A distanza di 24 ore dal grande e bellissimo corteo No Tav che sabato ha attraversato la Val di Susa ancora una volta, giornali e social media hanno già smesso di diffonderne il messaggio politico per concentrarsi tutti sulla foto dello scandalo: la ragazza No Tav che bacia il poliziotto. “Repubblica” non perde l’occasione di stravolgere il senso di quel gesto per idolatrare il valore della donna angelo, pacificatrice dei conflitti e ribadire la divisione interna al movimento No Tav tra “buoni” e “cattivi”. L’articolo riesce a convincere delle sue distorsioni diversi lettori, che si affrettano a dire la loro e a puntare il dito contro il “bacio dello scandalo”.
Ma la ragazza della foto, Nina, dal suo profilo Facebook smentisce, afferma la volontà provocatoria del suo gesto nei confronti dei poliziotti in tenuta antisommossa, che negli ultimi anni hanno letteralmente militarizzato la Val di Susa, represso e criminalizzato qualsiasi tentativo di opporsi alla devastazione di un’intera valle, e al furto di soldi pubblici per interessi privati.


Nina e il suo collettivo di genere, a sostegno della lotta delle donne e dei soggetti LGBIT, non si dimenticano di Marta, la militante picchiata, insultata e molestata quest’estate dalla celere dopo aver partecipato ad un’azione al cantiere del Tav. “#SenonconMartaquando?”, avevano risposto le/i No Tav dopo quel terribile episodio, e altrettanto hanno fatto Nina e le sue compagne, che sabato hanno partecipato al corteo insieme alla rete Rimake-Communia Milano per parlare proprio in Valsusa della violenza (poliziesca) contro le donne, in vista della data internazionale del 25 novembre dedicata a questo tema.

La smentita di Nina costringe Repubblica a correggere il tiro e smorza l’entusiasmo del giornalismo Pro-Tav, deridendone i presupposti e palesando il lato provocatorio della sua azione. In seguito si sono sprecati articoli e commenti, le prese di distanza(sic!) di aree di movimento, culminati nel vergognoso articolo di “Valsusa Oggi” che pubblica le foto del profilo Facebook di Nina cercando di mostrarla come un’incosciente e inconsapevole ragazzina.

A scanso di tanti e troppi equivoci la prima ad esprimere solidarietà è stata proprio Marta, che ha espresso personalmente a Nina la sua vicinanza ad una compagna di lotta, attaccata e strumentalizzata in primis da organi di stampa non certo interessati a mettere in buona luce le/i militanti NoTav. Dice Marta sul blog di “Sguardi sui Generis”: “Mi chiedo perché quella dovrebbe diventare la foto dell’anno, e perché così tanto spazio viene dedicato a quel gesto. Ma forse la risposta è semplice, tanto semplice quanto disarmante, i media vogliono svuotare di contenuto la lotta delle donne No Tav, vogliono ancora una volta creare divisioni tra buoni e cattivi. In quei giorni i media erano impegnati a prender con le pinze quelle che in vari articoli hanno definito “presunte violenze” mentre in questo caso, prima ancora di intervistare la diretta interessata, hanno riportato la fotografia imponendo una narrazione congeniale alle rappresentazioni delle donne No Tav come amorevoli e conciliatrici.”

Conosciamo i cortocircuiti mediatici e come questi possano determinare una “realtà” molto differente da quella vissuta ed espressa dalle/dai protegoniste/i.  Vorremmo tuttavia che tutte/i,  – soprattutto le/i tante e tanti che esprimono il loro appoggio alla mobilitazione No Tav e sono impegnate/i sui loro territori a combattere discrriminazioni, speculazioni e sfruttamento - mantenessero la loro presa di parola all’interno della critica, se lo ritengono, ma anche del rispetto e della comprensione per un gesto che non aveva di intenzione di causare alcun danno al movimento, ne crediamo lo abbia fatto in alcun modo…che ancora una volta ha dato una risposta forte e unitaria, quella di una lotta e un movimento che non parlano solo di territori ma anche di violenza quotidiana sulle vite e suoi corpi.

Noi intanto il 25 novembre saremo tutte e tutti in piazza Cairoli alle 18 in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, per dire ancora una volta:
NO alla strumentalizzazione dei corpi
NO agli abusi della polizia
NO all’accanimento e alla criminalizzazione mediatica
NO al sessismo nelle lotte
in due parole, NO TAV.


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